È mancato all’affetto dei suoi cari
Addolorati ne danno il triste annuncio la moglie Regilde, i figli Moreno, Marco, Michele e Monica, i nipoti Federica, Micol, Cinzia, Andrea, Kevin, Alyssa e Brayan, le nuore, il genero, i fratelli, la sorella uniti ai parenti tutti.
I funerali avranno luogo giovedì 11 giugno alle ore 11,00 nella Chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio di Fiera partendo alle ore 10,45 dalla Casa Funeraria COF via Cittadella della Salute, 6 - Treviso.
Si ringraziano fin d’ora quanti vorranno partecipare alla cerimonia.
Per informazioni: Casa Funeraria COF 0422 321146
Sentite Condoglianze,
Famiglie Zanettin Gianluca e Davide.
Sentite Condoglianze a tutti voi in famiglia
Zanatta Alberto Mara e Mattia
Impossibilitati partecipare porgiamo le più sentite condoglianze.
Marilena e Marino
Vi siamo vicini in questo momento triste, ricorderemo Sergio con grande affetto.
Un abbraccio forte
Fiorella Paola e Paolo Carnemolla
Caro nonno Sergio,
ieri te ne sei andato, lasciando un vuoto immenso e doloroso in tutti noi. Per me sei stato un punto di riferimento fondamentale, sempre presente e pronto a regalarmi gioia in ogni momento della mia crescita.
I ricordi più belli della mia infanzia e della mia giovinezza hanno tutti lo stesso sapore, lo stesso colore e lo stesso identico protagonista.
Ti rivedo in garage, intento ad adoperarti per aggiustare la bicicletta, proprio quella con cui mi hai insegnato a pedalare. Poi ti rivedo fuori da scuola, ad aspettarmi a bordo della tua 500 grigia. Quell'auto per me era un rifugio sicuro, il posto in cui iniziavano i nostri pomeriggi insieme. Mi accompagnavi ovunque, senza mai farti pesare la fatica: agli allenamenti sportivi, ai centri estivi durante le lunghe giornate calde, sempre pronto a fare un passo indietro pur di vedere me fare un passo avanti. Tra noi c'era un legame speciale, un'intesa unica. Sei sempre stato così orgoglioso di avere il primo nipote maschio che girava per casa. Mi accontentavi in tutto e trovavi sempre il modo di farmi felice. Impossibile dimenticare quando, con quel tuo sorriso complice e affettuoso, mi allungavi i soldi per andare a prendere la pizza o per andare al “mecnonnas”, come lo chiamavi tu, con quel tuo modo unico di storpiare il nome che mi faceva sempre sorridere e che resterà per sempre un nostro codice segreto.
Oggi, se chiudo gli occhi per cercarti, ti vedo ancora pedalare sulla tua bicicletta, instancabile, mentre vai a fare la spesa o ti dirigi in piazza.
Ti immagino seduto ai tavolini del bar, immerso nelle chiacchiere con i tuoi amici di sempre. Ma il ricordo che custodirò con più gelosia è lo sguardo fiero che avevi ogni volta che mi vedevi arrivare: ti illuminavi e, con una punta di immancabile orgoglio, mi presentavi a tutti i tuoi conviviali. In quel momento capivo quanto profondo fosse il tuo bene per me.
Ora che sei lassù, ti chiedo un favore immenso: proteggi la nonna.
Quella nonna instancabile che mi preparava sempre il pranzo con tanto amore e che mi faceva giocare nella stanza dei giochi, la camera dove erano riposti tutti i giochi per noi nipoti. Lì passavamo ore meravigliose e spensierate, mentre tu, con un po' di impazienza, attendevi che arrivasse l'ora della cena.
Custodiscici tutti da lassù, ma soprattutto proteggi la tua "vecia".
Grazie per avermi viziato, protetto e amato incondizionatamente.
Mi mancherà tutto di te, ma la tua generosità e la tua fierezza guideranno ogni mio passo.
Un grosso abbraccio, cari vecio nonno Sergio.
Rimarrai per sempre nel mio cuore.
Il tuo nipote Andrea
Sentite condoglianze
Zio caro,
se penso a te la memoria mi riporta alla me bambina e alle lunghe giornate assolate in quel di Eraclea. Ci portavi sempre i tuoi figli d'estate, e qualche volta ci venivo anche io, felice di giocare con i miei cugini preferiti.
Penso alla bici che mi avevi colorato di rosa quando anche io, nel pieno dell'adolescenza, inseguivo le mode. Quanto ci ho corso con quella bici! Quella bici cara alla mamma che - mi raccontava - l'aveva ricevuta in dono dal vostro papà.
Ti rivedo alla guida dell'autobus, quell'INBUS arancione che trasportava tutti i giorni me e i miei sogni da Sant'Elena a Treviso e viceversa. Salirci, e vedere che alla guida quella settimana c'era il mio zione, era motivo di orgoglio per me. Chissà perchè!
Ricordo a tratti anche un velo di malinconia nei tuoi occhi che cercavi di compensare con il sorriso e con la tua battuta sempre pronta e che io non sempre capivo. Chissà se quel velo era dovuto all'infanzia difficile che tu, la mamma e gli altri tuoi fratelli avete vissuto.
Da bambina mi disperavo se i miei genitori mi lasciavano a dormire da qualche parte. Ovunque e da chiunque, tranne in un posto: a casa tua, con te e con zia Regilde. È accaduto poche volte, ma quelle volte ce le ho stampigliate bene in mente e ne serbo un ricordo che custodisco con cura e gelosia.
Fai buon viaggio zio, ci si vede.
Tua nipote Alessandra